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AUTRALIA-ITALIA PRIMO TEST MATCH

Fonte: MARCO ERMOCIDA
14 giugno 2009
AUTRALIA-ITALIA PRIMO TEST MATCH

A Camberra gli Wallabies battono 31-8 un’Italia ingenua, insufficiente in touche, sbiadita nella costruzione del gioco con la linea veloce ma combattiva, capace di rispolverare subito la sua efficacia nella rolling maul e di scoprire in Gower (forse) un’apertura affidabile: all’esordio in campo internazionale, il giocatore di Bayonne conferma le sue doti di attaccante, propizia con un assolo l’unica meta italiana, e nonostante qualche liscio e calcio sbilenco, sebbene senza il giusto “sostegno” nel gioco dai compagni di reparto, si dimostra attento, veloce e rapido nelle gambe e nelle scelte, regalando così credito e merito a Nick Mallett e a le sue convinzioni. Contro un’Australia in formato warm-up in vista del Tri-Nations, in una partita dal ritmo abbordabile, l’Italia è protagonista del solito avvio distratto: prima azione, prima touche, prima fase e prima meta con O’Connor che buca tra Mi. Bergamasco e Pratichetti, entrambi in giornata no; al 27’ il giovane estremo raddoppia, seguito 5 minuti più tardi da Giteau, innescato da un break di Barnes. Gli azzurri soffrono in difesa i calci di spostamento da parte del doppio playmaker utilizzato dagli Wallabies (Giteau apertura, Barnes primo centro), mentre in attacco peccano nel sostegno e faticano a guadagnare la linea del vantaggio con i tre quarti, penalizzati dalla pessima gara di Canavosio; ci provano e ci riescono invece meglio gli avanti sul finire del primo tempo, trascinati dalla furia della coppia di piloni campani Perugini e Staibano (ottimo il ritorno da titolare del “rapper” di Eboli, sia in mischia che nei raggruppamenti): gli australiani però reggono e resistono all’urto dei pick and go italiani nei propri 5 metri, concedendo solo 3 punti agli azzurri (c.p. di Mc Lean al 40’, 17-3).

Nella ripresa l’inserimento di Tebaldi (all’esordio) in mediana si sente, ridà smalto all’Italia e finalmente palloni puliti a Gower. Ed è proprio l’italo-australiano che al 43’ sorprende tutti, attacca il lato chiuso, trova il varco e regala con un sottomano la meta a Robertson. L’invenzione dell’ex capitano dei Kangaroos però non sveglia a dovere il XV di Mallett, ancora determinato ma troppo lento nella riorganizzazione e nell’occupazione del campo in situazioni di gioco rotto e inefficiente nel placcaggio - basso e arretrante che permette l’off-load agli avversari - : arrivano così al 49’ la meta di Mortlock e al 59’ l’hat trick di O’Connor, che chiude i conti sul 31-8.

Pubblicato il 14 giugno 2009 da norberto

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